|
|
|
Vico e la sua storia.
Non solo splendidi vigneti, agrumeti ed oliveti degradanti a
mare dal Sentiero degli Dei e dal Monte Faito , ma
anche una linea di costa cantata da Omero, con testimonianze storiche
che partono dall’archeologia fino all’età moderna. Nell’ “Antiquarium” di V.E.,
un reperto del VI secolo a.C. testimonia la presenza di insediamenti già
in epoca preromana. |
Cattedrale di SS. Annunziata Vico Equense
Tra gli eroi delle guerre puniche è citato il
condottiero Murrano, proveniente dalla terra “Aequana”, cui è dedicata la strada che conduce a
Marina d’ Equa. Quest'ultima comprende l’area costiera tra la Cattedrale gotica e la
spiaggia delle Calcaree, ove sono presenti tracce di ville marittime già risalenti
al I secolo a. C.. Una di queste era adornata dallo splendido gruppo marmoreo di “Amore e Psiche” attualmente
ospitato nel Museo Archeologico di Napoli. |
Cattedrale |
"Le calcaree" |
Le coste della Marina d’ Equa erano già allora molto
frequentate dall’alta società romana; questa prosperità si protrasse fino all’eruzione del Vesuvio del 79
d.C., quando la zona fu coinvolta nella
catastrofe che distrusse le vicine Stabia , Pompei ed Ercolano.
L’attuale assetto urbanistico risale al periodo angioino,
epoca in cui si rendeva anche indipendente da Sorrento.
Vico nel XVIII secolo divenne un vivace centro culturale illuminista grazie a Gaetano
Filangieri, autore tra l'altro di un importante carteggio con uno dei padri della Costituzione americana
Benjamin Franklin. Filangieri fu il precursore del movimento politico-culturale
che culminò nella proclamazione della Repubblica Partenopea nel 1799. In questo ultimo turbolento
periodo Vico e il suo Arcivescovo, monsignor Natale,furono protagonisti , e quest’ultimo poi vittima
della dura repressione borbonica.
|
|